lunedì 4 agosto 2014

L'INCUBO DI GAZA

Chi è il barbaro? Chi è il terrorista?

Cosa, ci sono voluti 25 giorni perché Washington definisse la guerra di Gaza “barbara”?

La fama dei palestinesi in quanto barbari ha finalmente raggiunto Washington grazie a un'altra prodezza delle pubbliche relazioni israeliane.



03.08.14
di Gideon Levy
Haaretz

Sabato mattina il Ministro della Sanità palestinese ha chiamato A. di Rafah e gli ha chiesto di aprire il suo magazzino refrigerato per gli ortaggi. L'idea era di fare spazio per dozzine di corpi che si accatastavano nel piccolo ospedale della città. Il magazzino di A. si è subito riempito di corpi , compresi quelli di molti bambini.
Sabato a Rafah hanno contato 120 morti e circa 500 feriti in una notte di operazioni israeliane alla ricerca del Luogotenente in seconda Hadar Goldin. A mezzanotte tra venerdì e sabato ho ricevuto una telefonata da Y., il fratello di A., che mi ha detto, in un ebraico scorrevole, ma con una voce soffocata che si è trasformata in pianto: “Quello che è successo oggi a Rafah è un massacro nel vero senso della parola”.
Y. è fuggito a piedi con la sua famiglia da casa verso la spiaggia mentre le bombe piovevano sul suo quartiere. “Tutti gli F16 e i droni di cui Israele dispone sono ora in cielo sopra Rafah” mi ha detto l'uomo, che ha lavorato per 33 anni in Israele.
“ Abbiamo superato Rafah, come hai voluto tu, Tal” cantava Arik Lavie una vanagloriosa canzone di un'altra guerra. Lavie parlava del Generale Maggiore Israel Tal, che comandava la divisione che aveva conquistato Gaza nel 1967. Ma ora, orribilmente, ancora non siamo oltre Rafah , la città più distrutta della Striscia, dove sabato i corpi si stavano ancora accumulando.
Mentre Y. piangeva il massacro di Rafah, il portavoce della Casa Bianca rilasciava una dichiarazione in cui si definiva la cattura dell'ufficiale israeliano e l'uccisione dei due suoi commilitoni una “barbara violazione” dell'accordo di tregua. Il misurato portavoce americano ha usato il termine “barbaro” per la prima volta in questa guerra.
Nient'altro è stato considerato barbaro. Non le bombe israeliane cadute due giorni prima sul mercato affollato di Shujaiyeh uccidendo 17 persone e ferendone 150 nel bel mezzo di un 'altra tregua, non la bomba caduta su una scuola dell'UNRWA, dove 3mila profughi si erano rifugiati, non il bombardamento della centrale elettrica di Gaza, il bombardamento dell'università, la bomba lanciata dagli eccellenti piloti dell'aviazione su un edificio di quattro piani a Khan Younis senza alcun preavviso, uccidendo 35 [persone], compresi 18 bambini e 8 donne, a quanto pare il più letale bombardamento mai avvenuto a Gaza.
Solamente il rapimento e l'uccisione di due soldati. Questi è un portavoce americano,
afflitto anche da razzismo; “barbaro” è riservato a una sola parte. Sì, Hamas è noto per essere barbaro, come lo sono tutti i palestinesi, e il termine barbaro ha finalmente raggiunto Washington grazie a un'altra prodezza delle pubbliche relazioni israeliane.
Ma la verità è che questa guerra è stata barbara fin dal suo inizio. I morti sono già più numerosi del precedente attacco barbaro, Piombo Fuso , compreso il numero spaventoso di civili ammazzati.
In rapporto alla grandezza della popolazione di Gaza, i numeri si stanno avvicinando alla dimensione della guerra in Siria, quella che Israele sbandiera per provare la natura bestiale degli arabi. La settimana scorsa, 1700 persone sono state ammazzate in Siria. A Gaza, la cui popolazione è meno di un decimo di quella siriana, è stato ucciso circa lo stesso numero [di persone] uccise in tre settimane e mezzo di intossicazione israeliana dei sensi- non un numero inferiore.
Quella che è cominciata come operazione Piombo Fuso ed è continuata come operazione Pilastro di Difesa, potrebbe trasformarsi in operazione Pace in Galilea [offensiva israeliana contro il Libano ed occupazione della parte sud del paese. Ndt]]. Alcuni parlano di rimanere un anno a Gaza. Più di 60 soldati e ufficiali israeliani sono stati uccisi, così come più di 1.600 palestinesi, in una guerra che non otterrà null’altro che un massacro.
Il mondo, e nemmeno Y. da Rafah, può concepire come Israele sia [così] insensibile. Venerdì notte mi ha detto al telefono: “Mi vergogno della mia cultura israeliana. Sono cresciuto insieme a voi da quando avevo 16 anni; mi fa stare male quando sento una sirena a Ashkelon, la città dove ho lavorato per anni, e a voi non importa un bel niente di noi”. Ha pianto di nuovo, e io sono rimasto in silenzio.

( traduzione di Carlo Tagliacozzo)

La fama dei palestinesi in quanto barbari ha finalmente raggiunto Washington grazie a un'altra prodezza delle pubbliche relazioni israeliane.



03.08.14
di Gideon Levy
Haaretz

Sabato mattina il Ministro della Sanità palestinese ha chiamato A. di Rafah e gli ha chiesto di aprire il suo magazzino refrigerato per gli ortaggi. L'idea era di fare spazio per dozzine di corpi che si accatastavano nel piccolo ospedale della città. Il magazzino di A. si è subito riempito di corpi , compresi quelli di molti bambini.
Sabato a Rafah hanno contato 120 morti e circa 500 feriti in una notte di operazioni israeliane alla ricerca del Luogotenente in seconda Hadar Goldin. A mezzanotte tra venerdì e sabato ho ricevuto una telefonata da Y., il fratello di A., che mi ha detto, in un ebraico scorrevole, ma con una voce soffocata che si è trasformata in pianto: “Quello che è successo oggi a Rafah è un massacro nel vero senso della parola”.
Y. è fuggito a piedi con la sua famiglia da casa verso la spiaggia mentre le bombe piovevano sul suo quartiere. “Tutti gli F16 e i droni di cui Israele dispone sono ora in cielo sopra Rafah” mi ha detto l'uomo, che ha lavorato per 33 anni in Israele.
“ Abbiamo superato Rafah, come hai voluto tu, Tal” cantava Arik Lavie una vanagloriosa canzone di un'altra guerra. Lavie parlava del Generale Maggiore Israel Tal, che comandava la divisione che aveva conquistato Gaza nel 1967. Ma ora, orribilmente, ancora non siamo oltre Rafah , la città più distrutta della Striscia, dove sabato i corpi si stavano ancora accumulando.
Mentre Y. piangeva il massacro di Rafah, il portavoce della Casa Bianca rilasciava una dichiarazione in cui si definiva la cattura dell'ufficiale israeliano e l'uccisione dei due suoi commilitoni una “barbara violazione” dell'accordo di tregua. Il misurato portavoce americano ha usato il termine “barbaro” per la prima volta in questa guerra.
Nient'altro è stato considerato barbaro. Non le bombe israeliane cadute due giorni prima sul mercato affollato di Shujaiyeh uccidendo 17 persone e ferendone 150 nel bel mezzo di un 'altra tregua, non la bomba caduta su una scuola dell'UNRWA, dove 3mila profughi si erano rifugiati, non il bombardamento della centrale elettrica di Gaza, il bombardamento dell'università, la bomba lanciata dagli eccellenti piloti dell'aviazione su un edificio di quattro piani a Khan Younis senza alcun preavviso, uccidendo 35 [persone], compresi 18 bambini e 8 donne, a quanto pare il più letale bombardamento mai avvenuto a Gaza.
Solamente il rapimento e l'uccisione di due soldati. Questi è un portavoce americano,
afflitto anche da razzismo; “barbaro” è riservato a una sola parte. Sì, Hamas è noto per essere barbaro, come lo sono tutti i palestinesi, e il termine barbaro ha finalmente raggiunto Washington grazie a un'altra prodezza delle pubbliche relazioni israeliane.
Ma la verità è che questa guerra è stata barbara fin dal suo inizio. I morti sono già più numerosi del precedente attacco barbaro, Piombo Fuso , compreso il numero spaventoso di civili ammazzati.
In rapporto alla grandezza della popolazione di Gaza, i numeri si stanno avvicinando alla dimensione della guerra in Siria, quella che Israele sbandiera per provare la natura bestiale degli arabi. La settimana scorsa, 1700 persone sono state ammazzate in Siria. A Gaza, la cui popolazione è meno di un decimo di quella siriana, è stato ucciso circa lo stesso numero [di persone] uccise in tre settimane e mezzo di intossicazione israeliana dei sensi- non un numero inferiore.
Quella che è cominciata come operazione Piombo Fuso ed è continuata come operazione Pilastro di Difesa, potrebbe trasformarsi in operazione Pace in Galilea [offensiva israeliana contro il Libano ed occupazione della parte sud del paese. Ndt]]. Alcuni parlano di rimanere un anno a Gaza. Più di 60 soldati e ufficiali israeliani sono stati uccisi, così come più di 1.600 palestinesi, in una guerra che non otterrà null’altro che un massacro.
Il mondo, e nemmeno Y. da Rafah, può concepire come Israele sia [così] insensibile. Venerdì notte mi ha detto al telefono: “Mi vergogno della mia cultura israeliana. Sono cresciuto insieme a voi da quando avevo 16 anni; mi fa stare male quando sento una sirena a Ashkelon, la città dove ho lavorato per anni, e a voi non importa un bel niente di noi”. Ha pianto di nuovo, e io sono rimasto in silenzio.

( traduzione di Carlo Tagliacozzo)

sabato 2 agosto 2014

“La consegna degli aerei da guerra rende l’Italia complice dei crimini di Israele”


02 ago 2014
by Redazione

Dall’Italia già inviati in Israele due dei trenta jet M-346 della Alenia Aermacchi. L’Italia è l’attuale titolare della presidenza di turno dell’UE. La sua flagrante violazione del diritto dell’Unione europea contro la vendita di armi a chi viola i diritti umani è, dunque, un problema più grave.






di Stephanie Westbrook - Electronic Intifada

L’Italia ha offerto un sostegno più concreto per l’ultimo attacco di Israele a Gaza che forse qualsiasi altra nazione dell’Unione Europea . Mentre i massacri sono cominciati all’inizio di questo mese, due jet aerei d’addestramento M-346 fabbricati in Italia sono stati consegnati a Hatzerim, una base dell’Air Force israeliana nella Naqab (Negev) .

Questi aerei da guerra – i più “avanzati” del loro tipo, secondo i loro produttori – saranno utilizzati per addestrare i piloti per le operazioni simili a quella ora in corso contro gli 1,8 milioni di persone di Gaza.

Le autorità di Roma non possono seriamente sostenere che i tempi di consegna del 9 luglio – due giorni dopo che l’assalto a Gaza è iniziato – è una pura coincidenza. Israele ha intrapreso offensive contro Gaza e il Libano , e commesso innumerevoli violazioni dei diritti umani negli ultimi dieci anni. Eppure l’Italia ha approfondito la sua cooperazione militare con Israele.

I due velivoli sono i primi di una serie di trenta formatori M-346 che Israele ha acquistato nel 2012 da Alenia Aermacchi, una società del Gruppo Finmeccanica , primo produttore di armi in Italia. Fanno parte di un appalto da 1 miliardo di dollari di un “reciproco” pacchetto che in gran parte ha favorito Israele. I rimanenti 28 velivoli devono essere consegnati entro il 2016.



Disoneste

Roberta Pinotti, ministro della Difesa nel governo di Roma, ha dichiarato la settimana scorsa, che “l’Italia non fornisce Israele con le armi di natura offensiva.” Ha anche detto che l’Italia è conforme al codice di condotta della UE sulle esportazioni di armi, che è stato reso legge dal 2008. Entrambe le affermazioni erano disoneste. Perché gli M-346 sono aerei militari e il loro utente finale – Israele – sta occupando la terra di un altro popolo, che è offensivo per definizione.

Il codice di condotta dell’Unione europea, nel frattempo, vieta le vendite di armi se le armi in questione sono in grado di agevolare l’abuso dei diritti umani o del diritto internazionale. Ci sono ampie prove che Israele usa armi per violare i diritti dei palestinesi e il diritto internazionale.

Filippo Bianchetti, un portavoce del No M-346 al Comitato di Israele, ha spiegato che gli aerei sono dotati di armi nello stabilimento di Alenia Aermacchi nei pressi di Torino, prima di essere consegnati a Israele. I velivoli sono “pronti per l’uso nelle azioni offensive”, ha detto. Perché sono più piccoli rispetto agli altri aerei in arsenale di Israele, essi sono considerati più facili da gestire dagli strateghi militari e più “adatti” a offensive come quella contro Gaza, ha aggiunto.

L’elite italiana ha corteggiato Israele per un certo tempo. Nel 2005, un governo guidato da Silvio Berlusconi ha firmato un accordo con Israele, legando le due parti a cooperare sullo sviluppo di nuove armi, lo scambio di tecnologia correlata alle armi e sulla formazione militare.

Ultimamente, ci sono state alcune chiamate per l’accordo che deve essere revocato e un embargo sulle armi schiaffeggiato su Israele. Giulio Marcon, un membro del parlamento italiano, ha chiesto , per esempio, se lo scopo di questa collaborazione è quello di “massacrare i civili e occupare la Striscia di Gaza”.



Relazioni vergognose

Per sua vergogna, l’Italia sembra determinata a mantenere stretti rapporti con l’esercito israeliano. La scorsa settimana, le Nazioni Unite hanno dichiarato che un bambino palestinese è stato ucciso da Israele ogni ora nel corso dei due giorni precedenti. Lo stesso giorno in cui la statistica straziante è stata pubblicata (23 luglio), è stato annunciato che la Sardegna intende ospitare una esercitazione militare multinazionale il prossimo settembre. L’aviazione israeliana – che ora sta bombardando donne e bambini a Gaza – parteciperà.

Nota ai turisti per le sue belle spiagge, la Sardegna è anche la patria di oltre il 60 per cento dei poligoni militari italiani, tra cui tre dei più grandi d’Europa. Quando le esercitazioni si svolgono, no-go zone a terra e in mare, coprono un’area più grande della stessa isola.

Quello che succede nei poligoni di tiro è classificato, però una cosa è certa. Anni di bombardamenti e l’uso delle armi sperimentali hanno portato a gravi problemi ambientali e sanitari. Il suolo, l’aria, l’acqua e la catena alimentare sono contaminati da metalli pesanti; uno studio condotto nel 2010 ha rilevato che il 65 per cento degli allevatori di pecore in un raggio di 2,7 km di un sito per i test di armi erano affetti da leucemia o linfoma.

Ci sono stati anche difetti di nascita nei bambini e deformità negli animali, tra cui la nascita di agnelli a due teste. La prevalenza di tali problemi è così acuta che è diventata nota come la ” sindrome di Quirra ” dal nome di una delle basi militari.



Focus sul boicottaggio

Circa il 40 per cento delle attività presso i poligoni di tiro viene effettuato da armaioli privati che affittano le strutture del ministero della Difesa italiano, al fine di testare armi sperimentali e fare vetrina dei sistemi di armi a potenziali acquirenti. L’esercito israeliano non esita a testare le armi sui civili. I medici che lavorano negli ospedali di Gaza hanno riportato lesioni insolite che credono siano causate dal lancio di DIME (esplosivi densi di metallo inerte), e altre armi sperimentali.

Rosalba Meloni del Social Forum di Cagliari, un gruppo che si oppone alle basi militari in Sardegna, ha detto che “due città in stile hollywoodiano per i giochi di guerra, una europea e l’altra mediorientale” sono in costruzione sull’isola come parte dell’espansione del poligono di tiro di Teulada. Questa è una chiara indicazione di dove sono in programma le guerre future.

Una campagna nazionale è stata organizzata contro la partecipazione di Israele negli esercizi sardi. “Ci concentreremo anche sulle campagne di boicottaggio contro Israele”, ha detto Meloni.

L’Italia è l’attuale titolare della presidenza di turno dell’UE. La sua flagrante violazione del diritto dell’Unione europea contro la vendita di armi a chi viola i diritti umani è, dunque, un problema più grave. Purtroppo, però, sembra che sia poco probabile che gli altri governi UE chiamino l’ Italia a rendere conto. L’UE ha efficacemente sostenuto l’attacco di Israele su Gaza sostenendo – senza prove – che è in rappresaglia per il lancio di razzi di Hamas.

E ‘incoraggiante che gli attivisti contro la guerra qui stanno sostenendo l’appello palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. Con i governi dell’UE e delle istituzioni così felici di ripetere la propaganda israeliana, è essenziale che la gente comune d’Italia e altre parti d’Europa agisca.

(Traduzione a cura di “Il Popolo che non esiste”)
- See more at: http://nena-news.it/westbrook-la-consegna-degli-aerei-da-guerra-rende-litalia-complice-dei-crimini-di-israele/#sthash.MQr7xJl3.dpuf

venerdì 1 agosto 2014

Reclutare per uccidere



Reclutare per uccidere
Di Ramzy Baroud
31 luglio 2014
Per alcuni, il segretario di stato americano, John Kerry, può essere sembrato un genuino pacificatore mentre ventilava delle idee durante una sua visita al Cairo il 25 luglio riguardo a un cessate il fuoco tra Israele e i combattenti palestinesi a Gaza. Ma dietro il suo misurato linguaggio diplomatico, c’è una verità che neanche il massimo diplomatico d’America può nascondere facilmente. Il suo paese è coinvolto moltissimo a combattere questa sporca guerra contro Gaza che ha ucciso oltre 1.050 persone, ne ha ferite altre 1000, e ha distrutto molto di uno spazio già povero, malandato che è a malapena abitabile, tanto per cominciare.
L’aiuto militare ed economico a Israele si misura annualmente in miliardi, e il governo degli Stati Uniti continua a essere l’alleato più forte e più appassionato e il benefattore politico. In effetti, il “rapporto speciale” tra Stati Uniti e Israele sta diventando più “speciale” ogni giorno anche se Israele sta affondando ulteriormente nell’abisso di un isolamento ben meritato.
E’ vero, ci sono alcuni, anche nella giustizia per un campo palestinese, che stranamente parlano di come sia stata eccezionale e giusta l’Amministrazione di Barack Obama rispetto a quelle che lo hanno preceduto. Tuttavia, tralasciano il fatto che, a parte alcune dichiarazioni espresse con parole particolarmente forti, Obama è stato un devoto sostenitore convinto per conto di Israele e della sua sicurezza arrivando fino a difendere la guerra denominata “Operazione Margine Protettivo”, cioè il massacro di migliaia di civili innocenti a Gaza.
Però l’appoggio dell’America a Israele sta superando nuove linee rosse. A quanto si dice ci sono oltre 1.000 cittadini statunitensi che combattono nell’esercito israeliano, , secondo rapporti che stanno ora riapparendo a causa della recente uccisione di due soldati statunitensi-israeliani – Max Steinberg, di 24 anni, californiano, e Nissim Sean Carmeli, di 21 anni, texano. Come il resto dei soldati delle Forze di difesa israeliane, uccisi durante i recenti combattimenti, sono stati uccisi mentre invadevano parti della Striscia di Gaza. Ma il numero deve essere una minimizzazione, dato che anche i più ardenti coloni ebrei sono americani e si dà il caso che siano armati e pericolosi. Sebbene questo stia creando un po’ di mormorio da parte dei media, non c’è crisi politica. Invece si offrono soltanto condoglianze alle famiglie degli americani che combattono la guerra genocida contro Gaza.
Gli Stati Uniti non sono soli in questo. I governi europei dimostrano un’incredibile dose di ipocrisia dato che continuano a utilizzare un linguaggio ambiguo nel loro approccio ai conflitti in Medio Oriente in generale, e alla situazione n Palestina in particolare. La pressione che monta dalla società civile europea rende un poco più impegnativo per i governi dell’Unione Europea sostenere Israele con lo stesso affetto e appoggio incondizionato offertogli dagli Stati Uniti. L’ipocrisia dell’UE europea è troppo palpabile per essere nascosta anche dai politici più intelligenti. Il governo britannico è sfacciatamente dalla parte di Israele, perfino mentre intere famiglie a Gaza vengono ora polverizzate dalle armi e dalla tecnologia occidentale. Nel frattempo il governo francese ha imposto un divieto per impedire che la società francese mostri la sua solidarietà con i palestinesi assediati e massacrati a Gaza.
Ma perché bandire dimostrazioni di solidarietà mentre la Francia, gli Stati Uniti e altri governi occidentali stanno permettendo ai loro cittadini ebrei di arruolarsi nelle Forze di Difesa Israeliane che stanno attivamente uccidendo i civili palestinesi? Questa non dovrebbe essere una preoccupazione maggiore per l’ipocrita governo francese in confronto all’iniziativa alcuni dimostranti che scandiscono degli slogan durante una manifestazione di solidarietà che può o non può essere ritenuta anti-semita?
In realtà, non soltanto i governi occidentali forniscono a Israele armi, finanziamenti e copertura politica per sostenere la sua occupazione e la sua guerra, ma contribuiscono anche con migliaia di esperti militari e truppe di terra per combattere una guerra a Gaza dove i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità vengono commessi ora per ora.
Considerate questo: mentre i cittadini britannici che combattono contro il governo siriano di Bashar al-Assad vengono ora detenuti e perseguitati, i cittadini britannici che combattono per Israele non hanno la stessa sorte. Il governo britannico chiude un occhio su quello che dovrebbe essere considerato un atto criminale.
L’ipocrisia dell’Occidente riguardo a questo è profonda come il fenomeno degli occidentali che uccidono i palestinesi, che qualcuno ora chiama ‘jihadisti israeliani’.
Anche il Belgio è accusato di permettere tali azioni criminali. Sebbene la società civile belga sia uno dei sostenitori più forti della Palestina, il loro governo è coperto da disonestà inequivocabile. Anche molti cittadini belgi prendono parte alle guerre letali di Israele contro Gaza e all’occupazione militare del territorio occupato, con poche o nessuna protesta del loro governo. Il reclutamento dei belgi viene fatto soprattutto tramite le stesse organizzazioni che hanno reclutato migliaia di combattenti stranieri per le Forze di Difesa Israeliane. Consideratele come organizzazioni terroriste di caccia alle teste che operano in un ambiente perfettamente legale.
Di recente, il sindaco di Antwerpm Bart De Wever, ha fatto appello al governo belga di cancellare la doppia cittadinanza dei jihadisti siriani”. Il suo appello è stato fatto durante una recente visita alla sinagoga di Bruxelles dopo che 4 persone erano state uccise da un presunto cittadino nato in Francia, sospettato di aver passato del tempo combattendo in Siria. Il Ministro della Giustizia die paese, Annemie Turtleboom, ha preso inoltre l’iniziativa di fare appello alle nazioni dell’UE per impedire ai jihadisti di andare in Siria, suggerendo la creazione di una lista di tutti i “jihadisti siriani” conosciuti.
Ma che cosa dire del fatto noto che i belgi stanno combattendo, uccidendo e commettendo crimini di guerra per conto di Israele? Perché il governo belga mantiene il silenzio riguardo quei criminali di guerra accusati che sono nell’esercito israeliano, senza che nessuna dichiarazione sia stata pronunciata, anche dopo l’uccisione del cittadino belga Eytan Barak?
Le stesse domande si applicano ad altri governi occidentali. L’ipersensibile governo francese ha chiuso un occhio quando un cittadino francese è stato ucciso durante l’attacco violento a Gaza. Mentre il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito circa l’uccisione del Sergente maggiore Jordan Bensemhoun, la maggior parte dei media francesi e il governo hanno fatto finta di non vedere. Proprio il governo che continua a rendere difficile la vita agli immigrati africani in Francia, non vedono alcun problema nel fatto che i suoi immigrati prendano parte a guerre straniere che sono in violazione delle loro leggi sulla cittadinanza.
Il coinvolgimento dell’Occidente nella guerra al popolo palestinese sta davvero superando il solito noto appoggio di finanziamenti, tecnologia militare e aiuto economico, e diventa reale partecipazione al massacro dei Palestinesi a Gaza.
Non è un argomento che si può trattare all’interno di uno più ampio che riguarda il sistema di due pesi e due misure adottato a Israele e in Palestina, ma è un problema urgente che richiede immediata attenzione.
Un conto è non riuscire a impedire che vengano commessi crimini di guerra, è tutto un altro livello di insuccesso difendere, finanziare e prendere parte attiva nel compiere questi crimini. Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non è l’unico leader colpevole del bagno di sangue a Gaza: si dovrebbe tener conto anche di altri nelle capitali occidentali.
Nella foto: Palestinesi cercano rifugio in una scuola dell’UNRWA dopo essere fuggiti da Rafah.
Ramzy Baroud ha un dottorato in Storia del popolo all’Università di Exeter E’ caporedattore del sito web Middle East Eye. E’ un opinionista che scrive sulla stampa internazionale, consulente nel campo dei mezzi di informazione, scrittore e fondatore del sitoPalestineChronicle.com. Il suo libro più recente è: My Father Was a Freedom Fighter: Gaza’s Untold Story(Pluto Press, Londa). [Mio padre era un combattente per la libertà: la storia di Gaza che non è stata raccontata].
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://zcomm.org/znet/article/recruiting-to-kill
Originale: non indicato
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0