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giovedì 20 ottobre 2011

15 ottobre: ma quanti cosiddetti blak blok erano in realtà polizziotti infiltrati?

Roma in mano ai teppisti, divisione tra buoni e cattivi, rabbia dei residenti, Di Pietro che rispolvera la legge Reale o qualcosa di simile, Alemanno che proibisce le manifestazioni, solo 12 arrestati dopo una simile baldoria, ma gli arrestati sono sicuramente compagni, il giorno dopo la repressione scatenata, il linciaggio di un ragazzo che reagiva alla polizia che ha fatto caroselli a piazza S. Giovanni che per poco non hanno fatto il morto, uso di idranti ecc. la grande manifestazione sconvolta e confusione tra i manifestanti dei quali alcuni pensano alla delazione. Ma scusate, se sono giovani interni al movimento è un problema del movimento non certo della polizia che difende non noi ma il potere costituito e se sono polizziotti si faranno una bella risata. Ma quanti dei cosiddetti black blok erano polizziotti infiltrati? Una pratica consolidata fin dagli anni 70. Molte testimonianze parlano di giovani afasici che non hanno gridato uno slogan che impedivano di essere fotografati e che nessuno conosceva, una testimonianza video mostra alcuni di questi "manifestanti" in mezzo ai polizziotti, e si è visto un black blok battere il cinque, cioè la mano con un polizziotto mentre tranquillamente passava in mezzo a loro, infine mentre alla prima devastazione non c'è stata risposta della polizia questa si è scatenata a piazza S. Giovanni, una regia che puzza di anni 70' e anche di Genova 2001.

Opinione dei “Black Block”, se cosi volete chiamarci.

pubblicata da Antifascismo Militante Italiano il giorno lunedì 17 ottobre 2011 alle ore 11.15
Bene. Si è concluso questo weekend dove i giornalisti sentono ancora i postumi della sbronza, ubriaci ingordi pronti ad enfatizzare ogni singola goccia di rum concorrenti in una gara di fantasia. Rimane tanta amarezza tra tutti gli indignati, pacifici e non. Gli unici a festeggiare coloro che la violenza la vedono come un fine e non un mezzo.

Non vogliamo prendere parola per descrivere il disagio che sicuramente gli indignati “pacifici” hanno subito, non rientrando tra questi, ma pretendiamo di prendere parola per il disagio che abbiamo e stiamo subendo noi, razza mista o bastarda che condivide ideali degli uni e mezzi degli altri.

Mi spiace esplicitare le intenzioni di sabato rubando e restringendo lo spazio a disposizione della fantasia giornalistica ormai divenuta una disciplina candidata al premio Nobel, ma sentire cazzate al telegiornale mi ferisce, e mi ferisce ancor più vedere il popolo dissetarsi con lo stesso rum di cui hanno abusato i giornalisti.

Sabato il corteo doveva dividersi in “via dei Fori imperiali”, lasciando agli antagonisti più decisi l’opportunità di provare ad arrivare al parlamento occupando la piazza antistante per poi dedicarla all’accampamento degli indignati “pacifici”.

Ciò non è stato neanche provato per colpa di quei 15enni teppisti amanti della violenza per la violenza. Con ciò voglio delucidarvi, cari indignati, sul fatto che il fine è sempre stato considerato lo stesso, che siamo vostri compagni e non vostri nemici, che seppur non abbiamo bandiere abbiamo un’identità propria e una dignità personale, la quale sabato ci è stata tolta doppiamente: in primis dai decelebrati fautori del bordello; sucessivamente da voi che ci avete accumunato a loro.

Voglio informare voi cari che chi ha bruciato macchine, spaccato vetrine, distrutto santini, non era tra quelli che il 3 luglio in Val di Susa hanno cercato di riappropriarsi del cantiere ne tra quelli che il 14 dicembre a Roma hanno cercato di arrivare al parlamento. E seppur ora siete dominati da odio, incomprensione e sfiducia, vi preghiamo di non generalizzare, di non chiederci “Cosa cazzo avete fatto?!” perchè non abbiamo fatto nulla che abbia mai potuto ledervi e da quelle vandale rappresaglie ci vogliamo dissociare.

Invece si c’eravamo in piazza S.Giovanni, non per odio ne per sete di guerra, ma per semplice difesa di un punto d’arrivo.
Non eravamo in 500, ma in 5.000. E saremo sempre di più contro un sistema che ha solo da togliere.

Per voi invece, cari giornalisti, cara Digos e quant’altro, mi spiace dirvelo ma a differenza di quanto pensiate non eravamo organizzati per niente. Se solo lo fossimo stati non saremmo qui a parlare di macchine bruciate o di vetrine distrutte, ma di occupazione del parlamento, di sabotaggio della Banca d’Italia e di sovversione ad un sistema che rimane mafioso e corrotto.

Per voi altri “pacifisti” che alla prima notizia di macchine bruciate avete accusato i nostri compagni presenti e indignati come voi, che come voi erano nel corteo vi dedichiamo un bel “vaffanculo”.

Un “vaffanculo” per non sapere ma voler giudicare.
Un “vaffanculo” perchè in Val di Susa ci incitavate a non demordere, ringraziandoci di essre venuti.
Un “vaffanculo” perchè sabato quando ne avevate bisogno ci avete chieste aiuto, limoni e malox

E infine per voi luridi teppisti 15enni che avete trasformato Roma in un teatro dove siete stati attori della vostra stessa rabbia repressa, a voi che avete rovinato una grande opportunità, vi diciamo “arrivederci”, “arrivederci” a presto. La prossima volta non ci saranno i Cobas, la CGIL o i viola a urlarvi “VIA, VIA, VIA!”, ma ci saremo noi, e non saremo cosi clementi.

Si, siamo d’accordo con la sfasciatura simbolica delle banche;
si, non neghiamo l’uso della violenza per fini più nobili;
si, c’eravamo in piazza S.Giovanni;
no, i carabinieri sulla camionetta non sono scesi da soli ma li abbiamo fatti scendere;
no, seppur non cattolici non ci saremmo mai permessi di distruggere sampietrini offendendo credenze altrui.
no, ci dissociamo dall’assalto alle macchine di precari come noi;
no, non ci siamo mai permessi di rovinare cortei che non ci appartenessero.


NON GENERALIZZATE!
Cordialmente,

Quello che chiamate “Blocco Nero”

martedì 11 ottobre 2011

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

COORDINAMENTO 15 OTTOBRE


http://15ottobre.wordpress.com
CAMBIAMO L'EUROPA, CAMBIAMO L'ITALIA
PEOPLE OF EUROPE, RISE UP!
* * *

> sabato 15 ottobre ROMA - ore 14 Partenza Piazza della Repubblica
>
> La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le politiche anticrisi, a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria. Le persone non sono un debito.
> Anche in Italia è già stata raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre . Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo continua ad avvicinare. Vogliamo un’altra economia, un’altra società e una democrazia vera.
> Il Coordinamento 15 ottobre si mette al servizio della riuscita della mobilitazione. Curerà unitariamente le caratteristiche, la logistica e l’organizzazione della manifestazione nazionale di Roma e ne definirà le sue parti comuni.
> Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali, reti, energie individuali e collettive che stanno preparando e prepareranno la mobilitazione con i propri appelli, le proprie alleanze, i propri contenuti.
> Ci impegniamo insieme a costruire una manifestazione partecipata, pacifica, inclusiva, plurale e di massa, il cui obiettivo è raccogliere e dare massimo spazio alla opposizione popolare, alle lotte e alle pratiche alternative diffuse nel nostro paese.
> La manifestazione partirà alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica e arriverà a Piazza San Giovanni.
> Sarà una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, come si sta realizzando in tutta Europa e nel Mediterraneo, che è necessario mettere in campo per cambiare l’Italia e il nostro continente.
> Invitiamo i cittadini e le cittadine, nativi e migranti, le lavoratrici e i lavoratori, i soggetti organizzati, i gruppi, le reti formali e informali a partecipare attivamente al 15 ottobre, a coinvolgere le proprie comunità, a organizzare la partecipazione al corteo di Roma.
> Il Coordinamento 15 ottobre invita a costruire in tutto il territorio la partecipazione italiana alla giornata europea e internazionale "UNITED FOR GLOBAL CHANGE" e a convergere nella giornata nazionale di mobilitazione a Roma.