lunedì 5 gennaio 2009

Dall'ISM

FERMIAMO IL MASSACRO!!!!

Attivisti dell'International Solidarity Movement hanno passato la notte scortando le ambulanze di Gaza. Lavoravano con il personale medico durante l'invasione di terra delle forze di occupazione israeliane nel nord della Striscia di Gaza.

“Oltre ai due medici uccisi dall'esercito israeliano il 31 dicembre, oggi altri cinque sono morti per fuoco israeliano. Uno è stato colpito da proiettili a Jabaliya, un altro a Al Sheikh Ejleen. Tre sono stati uccisi quando un missile ha centrato la loro ambulanza nei dintorni di Tal Hawye a Gaza City. I medici sono constantemente in contatto con la Croce Rossa per negoziare i loro movimenti con gli Israeliani, ma questi rifiutano sempre l'autorizzazione.”
Sharon Lock (Australia) – International Solidarity Movement

“Gli Israeliani hanno lanciato una bomba di fronte alla nostra ambulanza per impedirci di avvicinarci ai feriti: una madre, un padre e tre fratelli adolescenti. Uno dei fratelli tentava di coprirne un altro con un lenzuolo. Erano entrambi feriti orribilmente; potevo vedere i polmoni di uno di loro. Mentre aiutavo i dottori a spostarlo dalla barella mi sono ritrovato con la mano nel suo corpo.”
Alberto Arce (Spagna) – International Solidarity Movement

“Mi hanno chiamata 30 minuti fa, su una linea telefonica disturbata, dicendo che Arafat è morto – ucciso mentre lavorava – sotto fuoco israeliano. Era uno dei medici di emergenza che ho incontrato due notti fa, pieno di compassione, emotivamente forte, e con un incrollabile senso dell'umorismo. Sono più rattristata per la sua morte di quanto possa esprimere”
Eva Bartlett (Canada) – International Solidarity Movement

“Israele pretende che non ci sia una crisi umanitaria solo perchè non ci considera umani.”
Natalie Abu Shakra (Libano) – International Solidarity Movement

“Israele continua a violare le convenzioni internazionali attaccando personale medico. Stanno massacrando la gente di Gaza. Con un crescente numero di vittime civili, Israele deve assicurare che l'assistenza medica sia disponibile. Invece, stanno colpendo intenzionalmente le squadre di medici protette dalle Convenzioni di Ginevra. La comunità internazionale deve pronunciarsi sul disprezzo di Israele per il diritto internazionale.”
Vittorio Arrigoni (Italia) – International Solidarity Movement

“L'invasione di terra della scorsa notte ha portato alla chiusura di Beit Lahiya e Beit Hanoun. Siamo riusciti a entrare a Beit Hanoun per raccogliere i corpi di alcune vittime. Ora ci dirigiamo a Jabaliya per continuare a lavorare all'accompagnamento delle ambulanze. Non c'è alcun posto dove la gente di Gaza possa scappare, i civili non possono uscire e mettersi in sicurezza a causa dell'assedio. Questi prolungati attacchi a Gaza sono terrificanti e l'invasione di terra della scorsa notte da parte delle forze di occupazione israeliane ha portato a un numero altissimo di vittime civili”
Ewa Jasiewicz (Polonia/Inghilterra) – Free Gaza Movement

lunedì 15 dicembre 2008

SETTLERS SCATENANO POGROM CONNTRO FAMIGLIA PALESTINESE AD HEBRON

Dal blog frammentivocalimo.blogspot.com

venerdì 5 dicembre 2008
Avi Issacharoff : pogrom palestinese da parte dei settler


Sintesi personale

Una famiglia palestinese innocente viene circondata da una dozzina di coloni mascherati Sono donne e bambini ad eccezione di tre uomini. Un pogrom. Questo non è un gioco di parole Si tratta di un pogrom nel senso peggiore della parola. In primo luogo gli uomini mascherati incendiano la lavanderia poi cercano di di appiccicare il fuoco in una camera della casa Le donne gridano aiuto , "Allahu Akhbar". I vicini sono troppo spaventati per avvicinarsi ,Le pietre lanciate dagli uomini mascherati sembrano grandine . Ed ecco che in pochi secondi giungono i giornalisti che decidono di intervenire per salvare questa famiglia Donne e bambini piangono amaramente, nei loro volti è impresso l' orrore per la morte imminente, Pietre sul tetto della casa, sulle finestre e le porte. Le fiamme fagocitano l'ingresso meridionale della casa. Il cantiere di fronte è disseminato di sassi gettati dai uomini mascherati. Le finestre sono infrante e i bambini spaventati. Tutto intorno, come se fosse la visione di un concerto rock, ci sono centinaia di testimoni ebrei, che osservano gli eventi con grande interesse,offrendo suggerimenti alla gioventù ribelle ebraica. Non ci sono soldati, ne poliziotti, evidentemente non sono turbati da quanto sta accadendo Chiediamo alle guardie di Kiryat Arba di intervenire per porre fine al linciaggio. Ma essi circondano la casa per impedire l'arrivo di "aiuti palestinesi".
La casa è distrutta e la paura è palpabile sui volti dei bambini. Una delle donne, è semisvenuta . Il figlio con un grosso bastone, si prepara ad affrontare i rivoltosi. Tahana, una delle figlie, si rifiuta di calmarsi. "Guardate cosa hanno fatto alla casa, guardate ."Tess, il fotografo, scoppia in lacrime . Le lacrime non scaturiscono dalla paura,ma dalla vergogna per le azioni di questi giovani che chiamano se stessi ebrei. Peccato che noi condividiamo la stessa religione. A 5:05 PM, dopo un'ora arrivano le forze di polizia per disperdere i facinorosi I familiari si rifiutano di calmarsi.Un colono grida a un funzionario di polizia: "nazisti, vergogna su di voi". Sicuramente. Vergogna su di voi.
Avi Issacharoff: Hebron settler riots were out and out pogroms

martedì 9 dicembre 2008

60ESIMO ANNIVERSARIO DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Sono trascorsi, ormai, sessant'anni dalla Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani.
Leggendo il testo della Dichiarazione, provo sentimenti contrastanti.
Rispetto, ammirazione, condivisione totale per quanto in essa
sancito: i diritti inalienabili di ogni individuo senza
discriminazioni di sorta.
Ma è difficile, poi, frenare l'angoscia quando penso ai tanti uomini
e donne che, ancora oggi, non godono appieno di questi diritti.
Ai molti bambini che ancor prima di nascere, ne sono già privi ...
A tutti coloro i quali subiscono una guerra.
A coloro che vorrebbero una vita semplice e dignitosa ma che a causa
dei conflitti, dell'essere povero, delle malattie, della privazione
della propria libertà, si vedono negata la vita stessa.
Oggi è un giorno nel quale provo anche amarezza per i bambini di Gaza
e per chi non conosce diritti ma, nello stesso tempo spero che il 10
dicembre, in un tempo non troppo lontano, diventi il giorno della
celebrazione dei diritti riconosciuti ed esercitati da tutti, dei
diritti dati per scontato per ognuno.

Un cordiale saluto,

Dr. Yousef Salman
Delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia

martedì 4 novembre 2008

UNA NUOVA NAVE ROMPE L'ASSEDIO DI GAZA

Free Gaza: è salpata SS Dignity

E’ partita da Larnaca nell’isola di Cipro attorno alle 15.00 (ora locale) "Dignity" la nave che raggiungerà il porto di Gaza. L’inizitiva organizzata dal Free Gaza movement, associazione attiva da anni nei territori occupati palestinesi, vuole rompere l’assedio che il governo israeliano sta imponendo su questa striscia di terra. Una prigione a cielo aperto in cui sono rinchiuse 1milione e mezzo di persone.
Cronaca dai due partecipanti dell’Associazione Ya Basta!

L’equipaggio è composto da 26 passeggeri proventi da 12 diversi paesi, incluso Palestina e Israele. A bordo anche Mairead Maguire, Premio Nobel per la pace nel 1976, membri del Consiglio legislativo palestinese, alcuni medici provenienti dall’Europa e il Dr. Mustafa Barghouti, leader di Almubadara ed esponente della società civile palestinese.
Partecipa al viaggio anche Gideon Sprio, giornalista isrealiano e attivista che da anni si batte contro l’occupazione israeliana in Cisgiorgania.
Pochi minuti le ore 15.00, dopo un controllo della polizia locale l’imbarcazione ha lasciato il porto di Larnaca verso quello di Gaza dove l’arrivo è previsto alll’alba di domani. Un tramonto rosso annuncia un’attraversata tranquilla.
Questo è il secondo viaggio via mare organizzato da Free Gaza movement, il primo viaggio è stato l’agosto scorso. "Stiamo tornando a Gaza" - hanno spiegato gli attivisti in un comunicato - "esattamente per le stesse ragioni per cui siamo andati nel mese di agosto: per fornire supporto medico, incontrare le organizzazioni della società civile, i volontari degli ospedali e incontrare i palestinesi che hanno chiesto la nostra presenza".