lunedì 30 giugno 2014

Acea e Comune di Roma non possono ignorare l’avviso del Ministero degli Esteri sugli insediamenti israeliani

http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-nomekorot/1319-cs-acea-avviso

Comunicato stampa

Acea e Comune di Roma non possono ignorare l’avviso del Ministero degli Esteri sugli insediamenti israeliani

Il governo italiano ha pubblicato venerdì 27 giugno un avviso che mette in guardia i cittadini e le imprese italiani sui “rischi di ordine legale ed economico” associati con il fare affari “in insediamenti israeliani o che beneficiano insediamenti israeliani”. [1]

La nota del Ministero degli Affari Esteri riprende la politica europea che ritiene illegali gli insediamenti israeliani, secondo il diritto internazionale, perché “costruiti su un territorio occupato” e perché “non sono riconosciuti quale parte legittima del territorio di Israele”. Misure analoghe sono state intraprese da altri paesi europee quali Gran Bretagna, Francia e Spagna, mentre altri sarebbero prossimi a pubblicare avvertenze simili.

Il Comitato No all’Accordo Acea-Mekorot già da mesi denuncia l’accordo firmato il 2 dicembre 2013 tra il primo fornitore idrico del nostro paese e la società nazionale idrica israeliana, la quale non solo sottrae illegalmente l’acqua alle falde palestinesi ma fornisce l’acqua rubata alle colonie israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme est occupate. La Mekorot così si rende responsabile di una doppia illegalità e fornisce un servizio vitale senza il quale gli insediamenti israeliani non potrebbero sussistere. [2]

Ma non basta. La Mekorot riduce sistematicamente il rifornimento di acqua alle comunità palestinesi a favore delle colonie illegali, partecipa alla distruzione delle infrastrutture idriche palestinesi, rivende alle comunità palestinesi l’acqua che ha rubato loro e sta provocando il prosciugamento delle risorse idriche palestinesi con l’eccessivo sfruttamento, tutto in palese violazione del diritto internazionale e del diritto fondamentale all’acqua.

Per queste ragioni, la società idrica Vitens, il primo fornitore di acqua in Olanda, a seguito delle indicazioni del Governo, ha interrotto già dall’anno scorso un analogo accordo con la Mekorot, motivando la decisione con il proprio impegno verso la legalità internazionale. [3]

L’avviso del Ministero, infatti, sottolinea che “[d]ovrebbero inoltre essere tenute in considerazione eventuali violazioni del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani”.

Accogliendo con favore l’avviso del Ministero, il Comitato No all’Accordo Acea-Mekorot esige che l’Acea rescinda immediatamente l’accordo con la Mekorot in modo da adeguarsi alla posizione del Ministero ed evitare di mettere a rischio i soldi pubblici in affari che violano i diritti umani.

Chiede inoltre che il Comune di Roma, in quanto azionista di maggioranza, prenda ogni misura perché quest’accordo non abbia seguito e si eviti ogni futura collaborazione che disattenda l’avviso sugli insediamenti. Fa appello a tutti gli enti locali il cui servizio idrico è affidato a società partecipate da Acea affinché si attivino per far ritirare l’accordo.

Il Comitato No all’Accordo Acea-Mekorot rammenta anche l’obbligo giuridico secondo il diritto internazionale che impegna gli Stati e le loro istituzioni a non dare copertura o assistenza alle violazioni israeliane.

Comitato No all’Accordo Acea-Mekorot
fuorimekorotdallacea@gmail.com

Note:
[1] http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Approfondimenti/2014/06/20140627_insediamenticittadiniimpreseUe.htm
[2] http://bdsitalia.org/index.php/campagna-no-mekorot/1059-whoprofits-mekorot
http://bdsitalia.org/index.php/campagna-no-mekorot/1123-dossier-mekorot
[3] http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-nomekorot/1047-vitens

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Inviato da: Comitato No Accordo Acea Mekorot

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