domenica 18 gennaio 2009

LUCI DI HANUKKAH

LUCI DI HANUKKAH

Luci di un miracolo antico
Per duemila anni
Le abbiamo accese alle nostre finestre
Oggi, 27 dicembre dell’anno 2008
I nostri padri sarebbero impalliditi
Davanti a un nuovo e più colossale prodigio
Noi, discendenti di profeti
Abbiamo moltiplicato la luce
Abbiamo illuminato il cielo sulla testa dei nostri nemici bambini
L’olio della lampada è diventato fosforo,
è diventato fuoco è diventato piombo.
Piombo fuso.
Luci sono esplose col fragore del lampo
Con la velocità del suono
Dal mare dal cielo e dalla terra
A seppellire, a distruggere a sfracellare corpi
Finchè non resti seme, né fiore, né frutto, ne creatura
Ai nostri figli
Abbiamo donato giocattoli per la festa
E li abbiamo chiamati “piombo fuso”
Perché li conservino per i nemici di domani
Quelli che resteranno
Perché resta sempre qualcuno
A piangere sui morti spezzati
Sui moribondi mutilati
Sulle macerie dei mattoni e delle palme
Sulla testa staccata e volata al suolo
Del bimbo di due anni
Le tenere guance bruciate dal fosforo
Con cui abbiamo illuminato la loro notte
Di freddo di fame e di terrore.
Si, il racconto biblico impallidisce
Davanti all’opera nostra
Ma il più grande prodigio
Prodigio che mai a nessun popolo è stato dato di compiere
È stato alzarsi sul mare di sangue
E gridare ai corpi maciullati
“Terroristi! Ci avete costretto a difenderci!”
E il mondo ci ha creduti.
E infine, sia detto tra noi,
prima che cominciassimo a torturarli
non ci avevano fatto niente.

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